Servizio Formazione alle Autonomie
IL CAMPER
La carta dei servizi

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Associazione
“La Nostra Comunità”
CARTA DEI SERVIZI
SERVIZIO FORMAZIONE ALL’AUTONOMIA
“Il Camper”

PARTE PRIMA

Introduzione alla Carta ed all'Associazione
Presentazione della Carta

La Carta dei Servizi è un documento utile per conoscere la nostra Associazione e i servizi che offriamo. Nello specifico la Carta è stata elaborata con l’obiettivo di presentare uno strumento di facile consultazione per tutti coloro che a vario titolo sono interessati alle nostre attività (utenti, famiglie, volontari, Pubblica Amministrazione, ecc.) e per dichiarare il nostro impegno nel garantire qualità, trasparenza e collaborazione.

Presentazione dell’Associazione

L’Associazione si è costituita nel 1981, a conclusione dell’anno internazionale dell’handicappato, per iniziativa di persone che hanno inteso rispondere ala domanda espressa da alcuni familiari di persone con disabilità ,che desideravano trovare sul loro territorio un contesto occupazionale e di socializzazione per i propri cari. Nel 1983, in seguito ad un’indagine sul territorio mirata alla conoscenza dei bisogni e delle risorse svolta in collaborazione con la Caritas Ambrosiana sono stati accolti con continuità i primi utenti in laboratori manuali ed espressivi gestiti da volontari. Dal 1986 l’Associazione avendo trovato in via Zante, 36 una sede idonea, un’ ex scuola materna offerta dal Settore Demanio in comodato gratuito, ha potuto sviluppare alcuni servizi ed accogliere un numero maggiore di persone con disabilità. L’Associazione oggi è un’organizzazione di volontariato, ONLUS di diritto, dal 1994 iscritta regolarmente al Registro Regionale del Volontariato. Non ha scopo di lucro e la sua attività è svolta prevalentemente per finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza senza alcuna discriminazione ideologica, culturale e religiosa. L’azione educativa e formativa, nonché l’attività occupazionale, è svolta tramite le prestazioni offerte da personale qualificato e dal supporto di operatori volontari formati. L’Associazione si avvale inoltre di consulenti e di servizi esterni . Attualmente questa realtà è diventata uno dei punti di riferimento per persone con disabilità e per le famiglie che risiedono sia nella zona 4 del decentramento milanese, in particolare nei quartieri Forlanini, Taliedo e Monluè, sia nelle zone limitrofe. L’Associazione collabora fattivamente con le Istituzioni Pubbliche, con la Chiesa Locale e con tutte le realtà del Privato Sociale dove è radicata, senza trascurare il lavoro di rete con i servizi sociali e socio-sanitari del suo territorio e di Milano.

Finalità (art. 2 dello Statuto)

L’Associazione ha per scopo di contribuire, sulla base delle iniziative, attività e prestazioni volontarie dei soci, alla promozione dell’uomo con particolare riferimento alla soluzione dei problemi dell’inserimento sociale e professionale dei portatori di handicap residenti preferibilmente nella Zona 4 (ex zona 13) del decentramento della città di Milano, come risposta ai bisogni nel proprio territorio, allo studio, alla riabilitazione ed all’integrazione sociale e lavorativa. In particolare l’Associazione intende:

  • promuovere lo sviluppo delle potenzialità del portatore di handicap con l’obiettivo di consentire la sua più consona espressione in rapporto alle possibilità individuali;
  • consentire in vista di un inserimento in strutture produttive, l’estrinsecazione delle capacità individuali in attività che servano alla conservazione ed al miglioramento delle capacità stesse;
  • svolgere, anche in concorso con le strutture pubbliche e private, una continua azione per la migliore soluzione dei problemi familiari,sociali,esistenziali e professionali dei portatori di handicap; operare anche attraverso cooperative sociali;
  • svolgere attività di sensibilizzazione della comunità locale e in particolare tramite iniziative culturali,corsi di formazione e di preparazione del volontariato.

Valori Guida

Centralità e promozione della persona disabile
“mettere al centro la persona disabile” significa avere a cuore la persona stessa, condividerne i bisogni, i desideri,le aspettative ed i progetti.
“Promuovere la persona disabile” significa riconoscerle dei sogni ,delle capacità,dei limiti e partendo da essi impegnarsi a costruire insieme un progetto di vita di senso e di qualità”.

Prossimità
L’Associazione sceglie di offrire e di operare il proprio servizio formativo ed educativo su uno specifico territorio per vivere un senso di appartenenza alla comunità locale e per testimoniare e proporre “prossimità e vicinanza” proprio ad una fascia di cittadini più fragili e deboli di quella comunità. “dare voce a chi non ha voce”.

Professionalità
Ogni persona che opera in Associazione agisce con serietà e preparazione. L'intervento educativo infatti presuppone un agire professionale a tutela della persona disabile e della sua famiglia. L’Associazione si propone di offrire percorsi formativi e di aggiornamento ai propri operatori (volontari e collaboratori) al fine di garantire la qualità dell’intervento.

Collaborazione
“fare con” al fine di promuovere il benessere della persona disabile e della famiglia è necessario che tutti gli attori del processo educativo (compresi il soggetto e la famiglia) siano in sinergia ed operino ottimizzando risorse e competenze.

Sensibilizzazione e costruzione civile
Favorire e sviluppare le relazioni tra soggetti con esperienze e responsabilità differenti (volontari,operatori,cittadini,istituzioni) per valorizzare la comunità locale nelle sue potenzialità solidaristiche e nelle sue risorse e per favorire la costruzione di un tessuto sociale partecipato e corresponsabile.

 

PARTE SECONDA

Servizio formazione all'autonomia " Il Camper"
Che cos’è?

Il Camper è un servizio educativo di formazione all’autonomia che mira a sviluppare e/o potenziare al massimo grado le competenze sociali, funzionali e occupazionali dei propri utenti. L’autonomia che il Servizio intende sviluppare è intesa in senso globale: autonomia psicologica, operativa, sociale. E’ un servizio caratterizzato dalla temporaneità di interventi mirati ed attività finalizzate a promuovere la massima autonomia del soggetto, a sostenere percorsi di socializzazione, di inclusione, di inserimento lavorativo e di emancipazione dal nucleo familiare.

A chi è rivolto?

Il Camper è rivolto a persone con disabilità , di età compresa tra i 16 e i 35 anni, in possesso di un deficit intellettivo di grado medio-lieve, che non necessitano pertanto di servizi ad alta protezione ma di interventi a supporto e sviluppo delle abilità. In particolar modo, il Servizio di Formazione all’Autonomia, è indicato per quei soggetti con ritardo mentale aventi problematiche relazionali o comportamentali (ad es. difficoltà nell’osservazione e nel rispetto delle regole), oppure a soggetti con pregresse esperienze negative di tirocinio o lavoro e, in ogni caso, a persone che abbiano requisiti atti a sviluppare autonomie psicologiche e fisiche. Non possono essere presi in carico utenti caratterizzati da aggressività strutturale auto ed etero diretta così come gli utenti con prevalenza di patologie psichiatriche o dipendenza da sostanze. E’ prevista, da normativa regionale, anche la presa in carico di persone di età superiore ai 35 anni con esiti da trauma o da patologia invalidanti che necessitino per una loro inclusione sociale di un percorso di acquisizione di ulteriori abilità sociali.

Che cosa offre?

Il Servizio Formazione all’Autonomia, basandosi su percorsi educativi individualizzati, risponde a requisiti di flessibilità che consentano ad ogni persona accolta di raggiungere il maggior grado di autonomia, di benessere psico-fisico e di inclusione sociale. Il servizio prevede la partecipazione attiva della persona disabile e il coinvolgimento della famiglia nelle scelte educative stabilite nel progetto individualizzato. Lo SFA prevede tre moduli di intervento con caratteristiche di presa in carico, intensità educativa e tempi di realizzazione differenti. Nello specifico sono organizzati i seguenti moduli di intervento, ognuno dei quali fa riferimento a degli obbiettivi contenuti in un Progetto Educativo Individualizzato:

  • Modulo Formativo Della durata massima di 3 anni, prevede interventi educativi sia personalizzati sia in piccolo gruppo mediante la strutturazione di attività laboratoriali, percorsi di autonomia personale e sociale e percorsi socializzanti.
  • Modulo di Consolidamento Della durata massima di 2 anni, mira ad una graduale riduzione degli interventi in piccolo gruppo (attività laboratoriali) a favore di un incremento di interventi che favoriscano l’inserimento in contesti socio-occupazionali o lavorativi. Può essere altresì previsto, nel caso non sussistano i requisiti necessari al raggiungimento di un’autonomia globale , un accompagnamento dell’utente verso un servizio con un grado maggiore di protezione socio-assistenziale.
  • Modulo di Monitoraggio Comprende quei progetti i cui obbiettivi e percorsi, pur in gran parte raggiunti positivamente, necessitino ancora di un presidio educativo e di una supervisione in contesti alternativi allo SFA. Non è prevista una temporaneità definita dell’intervento poiché si tratta di percorsi di supporto e di integrazione al progetto di vita complessivo dell’utente.

Aree di intervento del Servizio

Il percorso educativo, la cui durata ed intensità varia in relazione agli obiettivi da raggiungere e/o da consolidare, prevede attività individuali, di gruppo e sul territorio che presuppongono tre diverse aree di attenzione educativa: area autonomie, area emotivo-relazionale, area lavoro.

Area Autonomie
Comprende attività finalizzate all’acquisizione di autonomie di tipo operativo quali: essere in grado di spostarsi da soli sul territorio, effettuare acquisti, avere cura dei propri effetti personali e della propria persona, tenere in ordine e saper organizzare i propri spazi e i propri materiali, saper svolgere le principali mansioni domestiche, sapersi adeguare a tempi limitati e determinati dal gruppo.

Area Emotivo-Relazionale
Comprende attività che mirano a supportare, mediante attività motorie, espressive, ricreative e spazi di riflessione guidati, il processo di crescita e di maturazione affettiva e psicologica del soggetto in relazione alla sfera emotiva e alla capacità di adattamento nei diversi contesti di vita. Nel suo complesso quest’area mira alla costruzione di un’identità più adulta.

Area Lavoro
Il lavoro educativo relativo a quest’ambito viene promosso sia attraverso proposte di tirocinio formativo ed occupazionale specifiche, sia attraverso interventi trasversali alle varie attività inerenti lo sviluppo di competenze cognitive, abilità funzionali residue, capacità organizzative.

Metodologia di lavoro

L’UTENTE
Segnalazione ed invio:

La segnalazione e l’invio di un candidato al servizio SFA residente nella città di Milano avviene prevalentemente dai Servizi Sociali di base presenti nel decentramento cittadino, denominati Nuclei Distrettuali Disabili (NDD), in stretto raccordo con l’Ufficio Coordinamento SFA . Le segnalazioni possono pervenire anche da altri servizi che appartengono alla Scuola o alla Formazione Professionale o alla Mediazione al Lavoro, servizi all’interno dei quali il soggetto disabile ha svolto un percorso; in ogni caso la richiesta di inserimento deve essere valutata e convalidata dall’Ufficio Coordinamento Sfa del Comune di Milano. La famiglia può direttamente richiedere un inserimento, ma anche in questo caso se si necessita di un contributo la domanda deve essere inoltrata al Nucleo Distrettuale Disabili della zona di residenza. Nel caso in cui il candidato risiedesse in altro Comune rimane valido l’iter di richiesta tramite il Servizio Sociale di base di residenza.

Valutazione d'ingresso (in caso di nuovi inserimenti)

Al momento della presa in carico di un nuovo utente, il coordinatore incontra la famiglia assieme al ragazzo e prende visione della scheda utente SFA proveniente dal Servizio Sociale per raccogliere le informazioni preliminari e il percorso pregresso del nuovo utente. Successivamente comunica alla famiglia la modalità di presa in carico provvisoria; durante questo primo periodo di inserimento nelle attività, l’utente viene osservato dall’equipe affinché si giunga alla stesura di una valutazione di ingresso che verte sulle principali aree di funzionamento (area socio-relazionale, autonomie, occupazionale). Nel caso in cui tale valutazione identifichi una compatibilità con il servizio, l’utente viene preso in carico con una modalità definitiva che comprende tempi e programmazione settimanale delle attività In caso di non idoneità l’equipe stende una relazione motivante la non accoglienza e la invia al Servizio Sociale di appartenenza , che si prenderà in carico l’utente e la famiglia per un nuovo orientamento.

Progetto Educativo Individuale (PEI)
Al momento della presa in carico definitiva l’équipe educativa identifica le esigenze formative presentate da ogni utente; questa definizione costituisce la fase preliminare alla costruzione del Progetto Educativo Individualizzato (PEI), nel quale vengono stabiliti gli interventi da realizzare. L’individuazione delle attività in cui inserire l’utente avviene quindi in considerazione della specifica situazione dell’individuo. Gli obbiettivi previsti dal PEI vengono condivisi con la famiglia a inizio anno e verificati al termine dell’anno sociale, in modo da ridefinire la direzione futura del percorso. Al bisogno sono previsti incontri intermedi.

Dimissione
La dimissione dal servizio SFA viene condivisa tra utente,famiglia , equipe e Servizio Sociale a seguito di una valutazione del percorso e del progetto educativo individualizzato.

LA FAMIGLIA

Il coinvolgimento della famiglia gioca un ruolo cruciale nel determinare una buona riuscita del percorso; elementi essenziali sono infatti la coerenza e la sinergia tra gli interventi, dentro e fuori il contesto familiare. Il coordinatore terrà un filo diretto con la famiglia, dando disponibilità attraverso colloqui (su richiesta) e convocando di persona o telefonicamente La famiglia ogni qualvolta si verifichino episodi significativi nel percorso dell’utente o nel caso in cui egli stia attraversando periodi particolarmente critici o importanti. Sono inoltre previsti, su richiesta dell’equipe o dei familiari stessi, colloqui con figure specialistiche (ass. sociale, psicologa) a sostegno e cura del ruolo educativo genitoriale o semplicemente per offrire una consulenza specifica sui diritti del proprio figlio con disabilità.

Gli interventi educativi
I percorsi vengono progettati tenendo all’attenzione le caratteristiche specifiche presenti in ciascun utente. Ogni attività prevede la stesura di una programmazione a inizio anno che tenga conto del gruppo di partecipanti, sulla base del quale vengono formulati gli obbiettivi, le modalità d’intervento e la strutturazione dell’attività stessa; è previsto altresì un momento di verifica finale, atta a comprendere potenzialità, criticità e possibili ottimizzazioni per il futuro. In particolare, i percorsi possono essere realizzati attraverso attività in forma di: laboratorio, tirocinio e/o intervento individualizzato.

LABORATORI: La caratteristica dei laboratori è quella di affrontare tematiche o di intraprendere percorsi di apprendimento costituendo un gruppo di persone (da 3 a 6 a seconda della finalità) che presenta al suo interno bisogni educativi affini; la scelta di inserire un utente in laboratorio è determinata, oltre che dalle esigenze formative simili ai compagni, dal beneficio stesso derivante dal contesto gruppale.

TIROCINI: Possono essere attivati tirocini lavorativi o di tipo socio-occupazionale presso strutture idonee. Laddove si ritenga utile, l’utente tirocinante può essere inizialmente affiancato dal coordinatore o da un educatore di riferimento e monitorato durante la fase di inserimento, che può variare da qualche giorno a diverse settimane a seconda dei casi.

INTERVENTI INDIVIDUALIZZATI: Gli obbiettivi educativi vengono perseguiti anche attraverso colloqui e momenti d’ascolto privilegiati tra educatore e utente; lo scopo è quello di far sì che l’utente identifichi nell’equipe il proprio riferimento educativo per affrontare difficoltà contingenti e periodi di crisi evolutive.

MODULO SERALE-NOTTURNO: Su richiesta e, previa verifica delle necessarie condizioni di sostenibilità, è possibile l’attivazione di un “modulo serale-notturno” che può essere a integrazione di quello diurno o facente parte del monte ore totale dell’utente. Tale esperienza, condotta in semi-autonomia, ha l’obbiettivo di permettere una sperimentazione effettiva di quanto appreso nelle attività diurne e, al contempo, di favorire l’emancipazione dal nucleo d’origine e la maturazione della persona disabile.

SPORTELLO D’ASCOLTO: gli utenti inseriti nel servizio hanno la possibilità di rivolgersi, in giorni e orari definiti, ad una figura educativa a loro familiare per portare problematiche di vario tipo (difficoltà nelle attività, nelle relazioni con compagni, familiari o educatori…).

TEMPO LIBERO: agli utenti inseriti nel Servizio vengono proposte attività di tempo libero promosse sia dal Centro di Aggregazione “Akuna Matata” dell’Associazione, sia da altre agenzie presenti nel territorio di appartenenza . Gli educatori curano , ove sia necessario, l’inserimento e il passaggio di informazioni utili alla conoscenza degli utenti. Rimane di competenza dello staff educativo proporre altre iniziative presenti sul territorio milanese e finalizzate ad integrare le attività presente nel progetto educativo individualizzato.

Quanto costa?

Le famiglie residenti nel Comune di Milano versano, come da contratto, un contributo pari a 60 euro mensili. Oltre a questo è a carico delle famiglie il costo dei pasti consumati pari a 6 euro a pasto. Il modulo serale-notturno, se esula dalle 20 ore settimanali, è a carico della famiglia con un contributo proposto dall’Ente Gestore e condiviso dalla famiglia all’inizio dell’anno sociale.

Dove si trova?

La sede operativa del servizio è situata in Via Dalmazia, 11 all’interno di un appartamento in vincolo sociale d’uso con la Parrocchia San Nicolao della Fluè , realtà ospitante. Per le attività di gruppo e/o di apprendimento individualizzato sono utilizzati spazi interni alla sede di Via Zante, 36 con orari di presenza definiti. Per l’accoglienza delle persone in carico e per la consumazione del pasto, quando previsto dal progetto individualizzato, si utilizza sia la sede operativa sita in via Dalmazia, 11, sia strutture esterne (bar, pizzerie). Si privilegia l’utilizzo di spazi messi a disposizione da risorse del territorio (cooperative, oratori, strutture sportive…..) per le attività di tirocinio formativo e socializzante.

 

PARTE TERZA

Standard di qualità del Servizio

Calendario ed orario di apertura del Servizio
Il servizio Sfa svolge la sua proposta educativa lungo un anno sociale che si apre con il 1°settembre e termina con il 31 luglio dell’anno solare successivo. Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì per una media di 5 ore giornaliere e per 47 settimane all’anno. Le attività si svolgono prevalentemente in fascia mattutina e/o pomeridiana. È possibile l’attivazione di un “modulo serale-notturno” in sostituzione o in aggiunta a quello diurno. Tale opportunità può essere realizzata a condizione che venga raggiunto un numero minimo di richieste da parte delle famiglie (almeno 4). Festività e periodi di chiusura vengono comunicati alle famiglie tramite avviso scritto all’inizio dell’anno sociale, in occasione del quale viene anche consegnato il calendario con le attività di ciascun utente. Qualsiasi altra eventuale variazione al calendario viene comunicata tramite avviso scritto, almeno una settimana prima dalla data prevista. Per il modulo formativo la presa in carico settimanale per utente va da un minimo di 15 ore fino ad un massimo di 20 ore settimanali (a meno che la famiglia non richieda in aggiunta, qualora sia possibile attivarlo, il modulo serale-notturno). Per il modulo di consolidamento la presa in carico varia da 10 fino a un massimo di 20 ore settimanali, mentre per il modulo di monitoraggio può variare considerevolmente a seconda dei casi, ma non supera le 10 ore settimanali. Il monte ore viene stabilito sulla base dei bisogni educativi individuati dall’equipe e delle esigenze portate dall’utente e/o dalla famiglia.

Comunicazione con la famiglia
Oltre ai colloqui inerenti il Progetto Educativo Individualizzato, in caso di richiesta da parte della famiglia, o di necessità individuata dall’equipe del servizio, è possibile organizzare ulteriori incontri tra educatori e famiglia. Tale possibilità è particolarmente utile nel caso di nuovi ingressi o di utenti in carico anche ad altri servizi. Per comunicazioni di minore entità, compresi cambiamenti di orari e attività o chiusure non preventivate, si procede con avviso scritto consegnato all’utente con qualche giorno di anticipo o, nei casi più urgenti, con telefonata ai familiari. C’è la possibilità di utilizzare un quaderno personalizzato per utente come tramite comunicativo tra educatori e famiglia.

Progettazione e gestione del percorso dell'utente
I progetti educativi individualizzati (PEI) vengono stesi al momento della presa in carico dell’utente nel servizio e vengono aggiornati annualmente dagli educatori per essere condivisi e sottoscritti dalla famiglia nei primi mesi di attività. Sono previste diverse procedure a seconda che l’utente sia già in carico presso il servizio, qualora si tratti di un nuovo ingresso, oppure nel caso in cui avvenga il passaggio da un modulo all’altro del servizio stesso.

  • Nuovo inserimento: È previsto un periodo di osservazione da parte dell’equipe, avente durata da 3 settimane minimo fino a un massimo di 2 mesi. Tale osservazione viene fatta nel contesto delle attività e per un minimo di 6 ore settimanali. Al termine del periodo di osservazione è prevista una condivisione e una discussione in equipe di quanto raccolto e, entro 3 mesi massimo dall’inizio dell’osservazione, viene prodotta una relazione da parte del coordinatore del servizio o di un educatore. In caso di presa in carico, entro 2 mesi al massimo, vengono discussi e stabiliti in equipe gli obbiettivi educativi per l’utente e viene steso il Progetto Educativo Individualizzato (PEI) da parte del coordinatore o di un educatore, referente del caso. Nell’arco delle 4 settimane successive alla definizione del Pei viene fatto un colloquio per condividere con la famiglia quanto osservato, nonché gli obbiettivi e le modalità identificate dall’equipe e indicate nel Pei. A seguito di tale confronto, qualora se ne rivelasse la necessità, è possibile apportare delle modifiche al Pei stesso. Qualora l’equipe individui un’incongruità con il profilo adatto al servizio, l’utente non viene preso in carico. Viene comunque stilata una relazione al termine del periodo di osservazione (Valutazione d’Ingresso) che motiva le ragioni della dimissione e rinvia ai servizi sociali, previo colloquio di restituzione con i familiari.
  • Utente già in carico presso il servizio: Dopo la riapertura dell’anno sociale viene effettuata un’osservazione di 1 mese al massimo, dopo il quale avviene una condivisione in equipe di quanto emerso e si procede alla definizione degli obbiettivi specifici per ogni area di intervento, a partire dalla verifica degli obbiettivi contenuti nel Pei del precedente anno sociale. Entro fine novembre vengono scritti i nuovi obbiettivi del Pei da parte del coordinatore o di un educatore referente. Entro fine dicembre viene fissato un colloquio con la famiglia per condividere il progetto educativo e, su richiesta, può essere rilasciata una copia del Pei stesso. Fase di monitoraggio: l’equipe si ritrova periodicamente (un media da 1 a 2 volte al mese) per monitorare lo svolgimento del programma educativo dei singoli utenti e per ricalibrare gli obbiettivi in caso di necessità. Verifica: nel mese di giugno l’equipe si incontra per verificare ogni singolo Pei e viene successivamente stesa, da parte della figura referente per quell’utente, una relazione finale che viene presentata alla famiglia mediante colloquio entro metà luglio.
  • Passaggio ad altro modulo del servizio: Il passaggio dal modulo formativo a quello di consolidamento, così come quello dal modulo di consolidamento a quello di monitoraggio, può avvenire:
    • per lo scadere del tempo di permanenza previsto per ciascun modulo (3 anni per quello formativo, 2 per quello di consolidamento)
    • a seguito di una valutazione da parte dell’equipe educativa, e condivisa con la famiglia, nella quale venga rilevata l’opportunità di tale passaggio (per raggiungimento degli obbiettivi educativi o altre condizioni specifiche relative alla situazione dell’utente).
    Prima del passaggio da un modulo all’altro le figure educative di riferimento si incontrano con quelle del nuovo modulo, qualora siano diverse, e condividono con esse informazioni e percorso pregresso dell’utente, al fine di agevolarne l’inserimento e la continuità di percorso. L’inserimento nel nuovo modulo può avvenire in modo graduale e progressivo (al termine dell’anno sociale) oppure da subito in modo completo (a inizio anno sociale). La scelta di optare per l’una o l’altra modalità viene presa dall’equipe educativa anche a seguito di un confronto con la famiglia e in considerazione delle peculiarità dell’utente e del suo percorso. La dimissione dal Servizio può essere proposta dall’equipe, ove siano stati raggiungi gli obiettivi del progetto e/o dove sia stata valutata la non idoneità alla permanenza nel servizio. In entrambe le condizioni lo staff educativo, supportato dal servizio sociale dell’Associazione, prevede un accompagnamento ed un orientamento dell’utente e della famiglia nelle rete dei servizi alla persona presenti nel territorio. La dimissione può essere richiesta spontaneamente sia dall’utente sia dalla famiglia previa comunicazione preventiva scritta all’equipe ed al Coordinamento SFA del Comune di Milano, se residente, o al Servizio Sociale di base del proprio Comune di residenza.

Organizzazione interna
L’equipe educativa si incontra in media 2 volte al mese per aggiornarsi sul buon funzionamento del servizio, condividere informazioni sulle attività e il percorso degli utenti e affrontare le eventuali difficoltà connesse. Gli educatori partecipano ad un incontro di supervisione a frequenza mensile, volto a monitorare e ottimizzare le dinamiche relazionali interne all’equipe e tra equipe educativa e utenti. Ad ogni operatore (coordinatore e/o educatore) sono riconosciuti tempi di lavoro personale per programmazione attività, stesura PEI, valutazione degli stessi, colloqui con famiglia e utente.

Integrazione con i servizi presenti sul territorio
Nel caso altri servizi o figure professionali siano coinvolti nella gestione dell’utente, l’equipe prende contatti ed eventualmente organizza uno o più incontri per condividere/ coordinare gli interventi o raccogliere informazioni pertinenti (scuola, altri sevizi educativi, neuropsichiatra, ecc.). A seguito della valutazione dell’equipe educativa possono essere attivati tirocini socializzanti e/o occupazionali. Attualmente si predilige l’attivazione di tirocinii e/o esperienze socializzanti sul territorio di radicamento del Servizio o di appartenenza dell’utente al fine di poter monitorare con maggiore tempestività ed efficacia i percorsi. Non si esclude a priori la collaborazione con soggetti e servizi del territorio milanese o dell’ hinterland al fine di costruire percorsi di autonomia o di avvio al lavoro di senso. Continuativa è invece la collaborazione con la rete dei servizi alla persona del Comune di Milano ( NDD, Centro di Mediazione al Lavoro, Servizi alla Famiglia), dell’ASL e della Provincia di Milano (Ufficio provinciale del collocamento al lavoro).

Attività

  • STRUTTURA Tutte le attività educative vengono svolte in gruppo (al massimo 6 utenti) con un rapporto educativo che può andare da un minimo di 1:2 fino a un massimo di 1:4. L’articolazione degli orari e delle attività viene definita nel corso delle prime due settimane di settembre, tenendo presente le verifiche di attività dell’anno precedente e le caratteristiche degli utenti in carico all’inizio del nuovo anno sociale. La strutturazione del calendario viene fatta compatibilmente con le esigenze organizzative interne e con i vincoli strutturali e di risorse presenti all’interno del servizio. Le attività mattutine hanno una durata di 3 ore, quelle pomeridiane di 2 ore; esse prevedono un momento di accoglienza, al massimo di 20 minuti, e una possibile pausa intermedia di 15-20 minuti. Ogni attività ha una cadenza settimanale fissata nel medesimo giorno secondo il calendario stabilito all’inizio di ogni anno sociale. Per alcune attività può essere prevista una struttura a moduli, se ritenuta più funzionale ed efficace in riferimento agli obbiettivi.
  • LUOGHI Le attività sono dislocate in diversi luoghi a seconda delle esigenze specifiche e delle attrezzature richieste, pur rimanendo la sede operativa il punto di partenza. In particolare:
    • le attività di tipo motorio (piscina e palestra) si avvalgono di impianti sportivi presenti sul territorio adiacente;
    • le attività di tipo occupazionale artigianale si svolgono nella sede operativa del servizio Insieme Creativi (via Marco Bruto 34 Milano);
    • le attività espressive, di benessere, di computer e multimediali si appoggiano alla sala polivalente multimediale (Aula Toti) sottostante all’appartamento SFA (via Dalmazia 11 Milano) e alla sede di via Zante 36;
    • i tirocini lavorativi attualmente attivi si svolgono presso la Cooperativa Sociale Lo Specchio (via Marco Bruto 34 Milano);
    • eventuali nuovi tirocini potranno essere attivati presso altre strutture idonee sul territorio, su indicazione del coordinatore del servizio e qualora ve ne siano le condizioni;. i laboratori del modulo formativo concernenti le autonomie e l’area emotiva, i pranzi e l’eventuale modulo serale-notturno, si svolgono presso la sede operativa, costituita dall’appartamento presso l’oratorio San Nicolao, in via Dalmazia 11, Milano.
    • I laboratori del modulo di monitoraggio si svolgono in gran parte nella sede di via Zante 36.

    L’inserimento dei singoli utenti nelle varie attività viene valutato dall’equipe e condiviso con la famiglia. Il calendario delle attività viene consegnato all’inizio dell’anno sociale. Coerentemente con il principio di flessibilità, finalizzato a creare quanto più possibile un percorso ad hoc sull’utente, sono possibili cambiamenti di attività in itinere, qualora vengano ritenuti utili dall’equipe educativa e previa comunicazione alla famiglia.

Servizi di supporto: mensa e trasporto

Sono previsti 4 pranzi alla settimana, preparati e consegnati da un servizio di catering in convenzione. Il pasto comprende un primo, o un secondo, e un contorno di verdura corredati da una porzione di pane. Il momento del pranzo è considerato a tutti gli effetti un’attività educativa. La partecipazione o meno al pranzo è determinata dal calendario individuale delle attività di ogni utente. Non è previsto, in linea generale, un servizio che trasporti l’utente da casa propria allo SFA. Per raggiungere le sedi esterne delle attività, quando non è possibile farlo a piedi, ci si avvale dei mezzi pubblici o del pulmino dell’Associazione.

Figure professionali operanti nel Servizio

Ad oggi l’equipe è composta da:

  • un coordinatore, avente anche funzione di educatore, con formazione specifica ed esperienza di almeno 4 anni in servizi per disabili. Il coordinatore è presente sull’utenza da un minimo di 15 fino a un massimo di 20 ore settimanali.
  • educatori professionali con titolo specifico e/o almeno 2 anni di esperienza all’interno di servizi per disabili. Ogni educatore è presente in media 20 ore settimanali ed il numero varia in relazione ai progetti educativi attivi.
  • una figura di supervisione clinica che incontra l’equipe in media una volta al mese o al bisogno per monitorare le dinamiche, supportare il lavoro, diminuire lo stress e il carico emotivo degli operatori.
  • L’eventuale coinvolgimento di altre e/o diverse figure professionali (specialisti, consulenti, ecc.) viene deciso nel corso delle prime due settimane di settembre, sulla base delle verifiche di attività e dei Pei, nonché sull’esperienza dell’anno precedente.

Locali ed attrezzature

L’appartamento SFA di via Dalmazia dispone di: sala, cucina a vista, bagno, antibagno, 2 camere da letto e 2 balconi, per un totale di circa 60 MQ e 6 posti letto. La sala polivalente multimediale sottostante allo SFA (Aula Toti) dispone di diversi strumenti musicali, casse, mixer, microfoni, 1 proiettore per diapositive, 1 telecamera con relativi programmi di creazione dei filmati, materassini e materiale per attività di psicomotricità e/o benessere. È inoltre dotata di 6 postazioni computer, 2 stampanti e 1 scanner. La sede di via Zante comprende un salone per attività di gruppo (mq 120), una tisaneria e due bagni attrezzati.

Pulizia dei locali

La cura generale e il mantenimento dell’appartamento SFA, e della sede di via Zante, sono affidati a utenti ed educatori che, nel corso delle varie attività, si impegnano a utilizzare e a conservare al meglio gli spazi. In particolare, la pulizia delle stoviglie e il riordino del dopo pranzo, vengono effettuati dagli utenti con la supervisione degli educatori, e costituisce esso stesso parte dell’attività educativa. Una pulizia più approfondita dell’appartamento SFA e della sede di via Zante viene effettuata da personale specializzato due volte alla settimana. L’aula polivalente multimediale sottostante allo SFA (Aula Toti) viene pulita settimanalmente dagli educatori.

Procedure d'ingresso

La famiglia deve presentare domanda al Comune di residenza, nello specifico al Servizio Sociale preposto. Il Comune di Milano si avvale per la raccolta delle domande del Nucleo Distrettuale Disabili (NDD) con il supporto dell’Ufficio Coordinamento SFA il cui compito principale è di far incontrare la domanda con le risorse del territorio (Enti Gestori), tenendo conto della vicinanza territoriale e delle attività proposte da ogni Ente. Tale ufficio provvede a contattare il servizio SFA dell’Associazione che si impegna, entro massimo un 1 mese dall’incontro con la famiglia, ad inserire l’utente nel servizio per un periodo di osservazione. Successivamente il servizio SFA formalizzerà per iscritto la data dell’avvenuta ammissione e consegnerà all’utente, alla famiglia ed all’Ufficio di Coordinamento il programma settimanale con indicati orari ed attività . Il progetto educativo individualizzato dove sono individuati obiettivi, modalità, tempi ed impegnativa oraria, viene poi costruito in un secondo tempo e condiviso con utente e famiglia. L’attività educativa relativa ad ogni progetto attivo è verificata dal Comune attraverso incontri periodici e attraverso due relazioni scritte da presentare sia all’inizio sia al termine dell’anno formativo nella quali sono presenti nella prima la progettazione e nella seconda la sintesi dei risultati ottenuti.


PARTE QUARTA

Verifica della qualità e tutela dell’utenza

L’Associazione si impegna a mantenere nel tempo una verifica della qualità dell’organizzazione a tutela dell’utenza mediante l’utilizzo di alcuni strumenti quali:

  • colloqui con gli utenti; colloqui con le famiglie;
  • colloqui di valutazione per operatori e volontari;
  • incontri periodici di verifica con i servizi invianti somministrazione di questionari , che rilevino il grado di soddisfazione degli interventi e l’efficacia e l’efficienza del servizio nella sua globalità.
Nello specifico il Consiglio Direttivo raccoglie gli esiti delle diverse rilevazioni che saranno resi noti non solo agli utenti ed alle famiglie ma anche agli staff tecnici ed organizzativi di ogni singola unità di offerta al fine di migliorare i servizi per l’ anno successivo. L’Associazione si impegna inoltre a compilare, quando richiesto dall’Amministrazione Comunale o dal Registro del Volontariato Provinciale, report o relazioni scritte inerenti la progettazione del servizio e i risultati raggiunti.