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Associazione
“La Nostra Comunità”
CARTA DEI SERVIZI
SERVIZIO FORMAZIONE ALL’AUTONOMIA
“Il Camper”
PARTE PRIMA
Introduzione alla Carta ed all'Associazione
Presentazione della Carta
La Carta dei Servizi è un documento utile per conoscere la nostra Associazione e i servizi che offriamo. Nello specifico la Carta è stata elaborata con l’obiettivo di presentare uno strumento di facile consultazione per tutti coloro che a vario titolo sono interessati alle nostre attività (utenti, famiglie, volontari, Pubblica Amministrazione, ecc.) e per dichiarare il nostro impegno nel garantire qualità, trasparenza e collaborazione.
Presentazione dell’Associazione
L’Associazione si è costituita nel 1981, a conclusione dell’anno internazionale dell’handicappato, per iniziativa di persone che hanno inteso rispondere ala domanda espressa da alcuni familiari di persone con disabilità ,che desideravano trovare sul loro territorio un contesto occupazionale e di socializzazione per i propri cari. Nel 1983, in seguito ad un’indagine sul territorio mirata alla conoscenza dei bisogni e delle risorse svolta in collaborazione con la Caritas Ambrosiana sono stati accolti con continuità i primi utenti in laboratori manuali ed espressivi gestiti da volontari. Dal 1986 l’Associazione avendo trovato in via Zante, 36 una sede idonea, un’ ex scuola materna offerta dal Settore Demanio in comodato gratuito, ha potuto sviluppare alcuni servizi ed accogliere un numero maggiore di persone con disabilità. L’Associazione oggi è un’organizzazione di volontariato, ONLUS di diritto, dal 1994 iscritta regolarmente al Registro Regionale del Volontariato. Non ha scopo di lucro e la sua attività è svolta prevalentemente per finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza senza alcuna discriminazione ideologica, culturale e religiosa. L’azione educativa e formativa, nonché l’attività occupazionale, è svolta tramite le prestazioni offerte da personale qualificato e dal supporto di operatori volontari formati. L’Associazione si avvale inoltre di consulenti e di servizi esterni . Attualmente questa realtà è diventata uno dei punti di riferimento per persone con disabilità e per le famiglie che risiedono sia nella zona 4 del decentramento milanese, in particolare nei quartieri Forlanini, Taliedo e Monluè, sia nelle zone limitrofe. L’Associazione collabora fattivamente con le Istituzioni Pubbliche, con la Chiesa Locale e con tutte le realtà del Privato Sociale dove è radicata, senza trascurare il lavoro di rete con i servizi sociali e socio-sanitari del suo territorio e di Milano.
Finalità (art. 2 dello Statuto)
L’Associazione ha per scopo di contribuire, sulla base delle iniziative, attività e prestazioni volontarie dei soci, alla promozione dell’uomo con particolare riferimento alla soluzione dei problemi dell’inserimento sociale e professionale dei portatori di handicap residenti preferibilmente nella Zona 4 (ex zona 13) del decentramento della città di Milano, come risposta ai bisogni nel proprio territorio, allo studio, alla riabilitazione ed all’integrazione sociale e lavorativa. In particolare l’Associazione intende:
Valori Guida
Centralità e promozione della persona disabile
“mettere al centro la persona disabile” significa avere a cuore la persona stessa, condividerne i bisogni, i desideri,le aspettative ed i progetti.
“Promuovere la persona disabile” significa riconoscerle dei sogni ,delle capacità,dei limiti e partendo da essi impegnarsi a costruire insieme un progetto di vita di senso e di qualità”.
Prossimità
L’Associazione sceglie di offrire e di operare il proprio servizio formativo ed educativo su uno specifico territorio per vivere un senso di appartenenza alla comunità locale e per testimoniare e proporre “prossimità e vicinanza” proprio ad una fascia di cittadini più fragili e deboli di quella comunità.
“dare voce a chi non ha voce”.
Professionalità
Ogni persona che opera in Associazione agisce con serietà e preparazione.
L'intervento educativo infatti presuppone un agire professionale a tutela della persona disabile e della sua famiglia.
L’Associazione si propone di offrire percorsi formativi e di aggiornamento ai propri operatori (volontari e collaboratori) al fine di garantire la qualità dell’intervento.
Collaborazione
“fare con” al fine di promuovere il benessere della persona disabile e della famiglia è necessario che tutti gli attori del processo educativo (compresi il soggetto e la famiglia) siano in sinergia ed operino ottimizzando risorse e competenze.
Sensibilizzazione e costruzione civile
Favorire e sviluppare le relazioni tra soggetti con esperienze e responsabilità differenti (volontari,operatori,cittadini,istituzioni) per valorizzare la comunità locale nelle sue potenzialità solidaristiche e nelle sue risorse e per favorire la costruzione di un tessuto sociale partecipato e corresponsabile.
PARTE SECONDA
Servizio formazione all'autonomia " Il Camper"
Che cos’è?
Il Camper è un servizio educativo di formazione all’autonomia che mira a sviluppare e/o potenziare al massimo grado le competenze sociali, funzionali e occupazionali dei propri utenti. L’autonomia che il Servizio intende sviluppare è intesa in senso globale: autonomia psicologica, operativa, sociale. E’ un servizio caratterizzato dalla temporaneità di interventi mirati ed attività finalizzate a promuovere la massima autonomia del soggetto, a sostenere percorsi di socializzazione, di inclusione, di inserimento lavorativo e di emancipazione dal nucleo familiare.
A chi è rivolto?
Il Camper è rivolto a persone con disabilità , di età compresa tra i 16 e i 35 anni, in possesso di un deficit intellettivo di grado medio-lieve, che non necessitano pertanto di servizi ad alta protezione ma di interventi a supporto e sviluppo delle abilità. In particolar modo, il Servizio di Formazione all’Autonomia, è indicato per quei soggetti con ritardo mentale aventi problematiche relazionali o comportamentali (ad es. difficoltà nell’osservazione e nel rispetto delle regole), oppure a soggetti con pregresse esperienze negative di tirocinio o lavoro e, in ogni caso, a persone che abbiano requisiti atti a sviluppare autonomie psicologiche e fisiche. Non possono essere presi in carico utenti caratterizzati da aggressività strutturale auto ed etero diretta così come gli utenti con prevalenza di patologie psichiatriche o dipendenza da sostanze. E’ prevista, da normativa regionale, anche la presa in carico di persone di età superiore ai 35 anni con esiti da trauma o da patologia invalidanti che necessitino per una loro inclusione sociale di un percorso di acquisizione di ulteriori abilità sociali.
Che cosa offre?
Il Servizio Formazione all’Autonomia, basandosi su percorsi educativi individualizzati, risponde a requisiti di flessibilità che consentano ad ogni persona accolta di raggiungere il maggior grado di autonomia, di benessere psico-fisico e di inclusione sociale. Il servizio prevede la partecipazione attiva della persona disabile e il coinvolgimento della famiglia nelle scelte educative stabilite nel progetto individualizzato. Lo SFA prevede tre moduli di intervento con caratteristiche di presa in carico, intensità educativa e tempi di realizzazione differenti. Nello specifico sono organizzati i seguenti moduli di intervento, ognuno dei quali fa riferimento a degli obbiettivi contenuti in un Progetto Educativo Individualizzato:
Aree di intervento del Servizio
Il percorso educativo, la cui durata ed intensità varia in relazione agli obiettivi da raggiungere e/o da consolidare, prevede attività individuali, di gruppo e sul territorio che presuppongono tre diverse aree di attenzione educativa: area autonomie, area emotivo-relazionale, area lavoro.
Area Autonomie
Comprende attività finalizzate all’acquisizione di autonomie di tipo operativo quali: essere in grado di spostarsi da soli sul territorio, effettuare acquisti, avere cura dei propri effetti personali e della propria persona, tenere in ordine e saper organizzare i propri spazi e i propri materiali, saper svolgere le principali mansioni domestiche, sapersi adeguare a tempi limitati e determinati dal gruppo.
Area Emotivo-Relazionale
Comprende attività che mirano a supportare, mediante attività motorie, espressive, ricreative e spazi di riflessione guidati, il processo di crescita e di maturazione affettiva e psicologica del soggetto in relazione alla sfera emotiva e alla capacità di adattamento nei diversi contesti di vita. Nel suo complesso quest’area mira alla costruzione di un’identità più adulta.
Area Lavoro
Il lavoro educativo relativo a quest’ambito viene promosso sia attraverso proposte di tirocinio formativo ed occupazionale specifiche, sia attraverso interventi trasversali alle varie attività inerenti lo sviluppo di competenze cognitive, abilità funzionali residue, capacità organizzative.
Metodologia di lavoro
L’UTENTE
Segnalazione ed invio:
La segnalazione e l’invio di un candidato al servizio SFA residente nella città di Milano avviene prevalentemente dai Servizi Sociali di base presenti nel decentramento cittadino, denominati Nuclei Distrettuali Disabili (NDD), in stretto raccordo con l’Ufficio Coordinamento SFA .
Le segnalazioni possono pervenire anche da altri servizi che appartengono alla Scuola o alla Formazione Professionale o alla Mediazione al Lavoro, servizi all’interno dei quali il soggetto disabile ha svolto un percorso; in ogni caso la richiesta di inserimento deve essere valutata e convalidata dall’Ufficio Coordinamento Sfa del Comune di Milano.
La famiglia può direttamente richiedere un inserimento, ma anche in questo caso se si necessita di un contributo la domanda deve essere inoltrata al Nucleo Distrettuale Disabili della zona di residenza.
Nel caso in cui il candidato risiedesse in altro Comune rimane valido l’iter di richiesta tramite il Servizio Sociale di base di residenza.
Valutazione d'ingresso (in caso di nuovi inserimenti)
Al momento della presa in carico di un nuovo utente, il coordinatore incontra la famiglia assieme al ragazzo e prende visione della scheda utente SFA proveniente dal Servizio Sociale per raccogliere le informazioni preliminari e il percorso pregresso del nuovo utente.
Successivamente comunica alla famiglia la modalità di presa in carico provvisoria; durante questo primo periodo di inserimento nelle attività, l’utente viene osservato dall’equipe affinché si giunga alla stesura di una valutazione di ingresso che verte sulle principali aree di funzionamento (area socio-relazionale, autonomie, occupazionale). Nel caso in cui tale valutazione identifichi una compatibilità con il servizio, l’utente viene preso in carico con una modalità definitiva che comprende tempi e programmazione settimanale delle attività
In caso di non idoneità l’equipe stende una relazione motivante la non accoglienza e la invia al Servizio Sociale di appartenenza , che si prenderà in carico l’utente e la famiglia per un nuovo orientamento.
Progetto Educativo Individuale (PEI)
Al momento della presa in carico definitiva l’équipe educativa identifica le esigenze formative presentate da ogni utente; questa definizione costituisce la fase preliminare alla costruzione del Progetto Educativo Individualizzato (PEI), nel quale vengono stabiliti gli interventi da realizzare. L’individuazione delle attività in cui inserire l’utente avviene quindi in considerazione della specifica situazione dell’individuo. Gli obbiettivi previsti dal PEI vengono condivisi con la famiglia a inizio anno e verificati al termine dell’anno sociale, in modo da ridefinire la direzione futura del percorso.
Al bisogno sono previsti incontri intermedi.
Dimissione
La dimissione dal servizio SFA viene condivisa tra utente,famiglia , equipe e Servizio Sociale a seguito di una valutazione del percorso e del progetto educativo individualizzato.
LA FAMIGLIA
Il coinvolgimento della famiglia gioca un ruolo cruciale nel determinare una buona riuscita del percorso; elementi essenziali sono infatti la coerenza e la sinergia tra gli interventi, dentro e fuori il contesto familiare. Il coordinatore terrà un filo diretto con la famiglia, dando disponibilità attraverso colloqui (su richiesta) e convocando di persona o telefonicamente
La famiglia ogni qualvolta si verifichino episodi significativi nel percorso dell’utente o nel caso in cui egli stia attraversando periodi particolarmente critici o importanti.
Sono inoltre previsti, su richiesta dell’equipe o dei familiari stessi, colloqui con figure specialistiche (ass. sociale, psicologa) a sostegno e cura del ruolo educativo genitoriale o semplicemente per offrire una consulenza specifica sui diritti del proprio figlio con disabilità.
Gli interventi educativi
I percorsi vengono progettati tenendo all’attenzione le caratteristiche specifiche presenti in ciascun utente. Ogni attività prevede la stesura di una programmazione a inizio anno che tenga conto del gruppo di partecipanti, sulla base del quale vengono formulati gli obbiettivi, le modalità d’intervento e la strutturazione dell’attività stessa; è previsto altresì un momento di verifica finale, atta a comprendere potenzialità, criticità e possibili ottimizzazioni per il futuro.
In particolare, i percorsi possono essere realizzati attraverso attività in forma di: laboratorio, tirocinio e/o intervento individualizzato.
LABORATORI: La caratteristica dei laboratori è quella di affrontare tematiche o di intraprendere percorsi di apprendimento costituendo un gruppo di persone (da 3 a 6 a seconda della finalità) che presenta al suo interno bisogni educativi affini; la scelta di inserire un utente in laboratorio è determinata, oltre che dalle esigenze formative simili ai compagni, dal beneficio stesso derivante dal contesto gruppale.
TIROCINI: Possono essere attivati tirocini lavorativi o di tipo socio-occupazionale presso strutture idonee. Laddove si ritenga utile, l’utente tirocinante può essere inizialmente affiancato dal coordinatore o da un educatore di riferimento e monitorato durante la fase di inserimento, che può variare da qualche giorno a diverse settimane a seconda dei casi.
INTERVENTI INDIVIDUALIZZATI: Gli obbiettivi educativi vengono perseguiti anche attraverso colloqui e momenti d’ascolto privilegiati tra educatore e utente; lo scopo è quello di far sì che l’utente identifichi nell’equipe il proprio riferimento educativo per affrontare difficoltà contingenti e periodi di crisi evolutive.
MODULO SERALE-NOTTURNO: Su richiesta e, previa verifica delle necessarie condizioni di sostenibilità, è possibile l’attivazione di un “modulo serale-notturno” che può essere a integrazione di quello diurno o facente parte del monte ore totale dell’utente. Tale esperienza, condotta in semi-autonomia, ha l’obbiettivo di permettere una sperimentazione effettiva di quanto appreso nelle attività diurne e, al contempo, di favorire l’emancipazione dal nucleo d’origine e la maturazione della persona disabile.
SPORTELLO D’ASCOLTO: gli utenti inseriti nel servizio hanno la possibilità di rivolgersi, in giorni e orari definiti, ad una figura educativa a loro familiare per portare problematiche di vario tipo (difficoltà nelle attività, nelle relazioni con compagni, familiari o educatori…).
TEMPO LIBERO: agli utenti inseriti nel Servizio vengono proposte attività di tempo libero promosse sia dal Centro di Aggregazione “Akuna Matata” dell’Associazione, sia da altre agenzie presenti nel territorio di appartenenza . Gli educatori curano , ove sia necessario, l’inserimento e il passaggio di informazioni utili alla conoscenza degli utenti. Rimane di competenza dello staff educativo proporre altre iniziative presenti sul territorio milanese e finalizzate ad integrare le attività presente nel progetto educativo individualizzato.
Quanto costa?
Le famiglie residenti nel Comune di Milano versano, come da contratto, un contributo pari a 60 euro mensili. Oltre a questo è a carico delle famiglie il costo dei pasti consumati pari a 6 euro a pasto. Il modulo serale-notturno, se esula dalle 20 ore settimanali, è a carico della famiglia con un contributo proposto dall’Ente Gestore e condiviso dalla famiglia all’inizio dell’anno sociale.
Dove si trova?
La sede operativa del servizio è situata in Via Dalmazia, 11 all’interno di un appartamento in vincolo sociale d’uso con la Parrocchia San Nicolao della Fluè , realtà ospitante. Per le attività di gruppo e/o di apprendimento individualizzato sono utilizzati spazi interni alla sede di Via Zante, 36 con orari di presenza definiti. Per l’accoglienza delle persone in carico e per la consumazione del pasto, quando previsto dal progetto individualizzato, si utilizza sia la sede operativa sita in via Dalmazia, 11, sia strutture esterne (bar, pizzerie). Si privilegia l’utilizzo di spazi messi a disposizione da risorse del territorio (cooperative, oratori, strutture sportive…..) per le attività di tirocinio formativo e socializzante.
PARTE TERZA
Standard di qualità del Servizio
Calendario ed orario di apertura del Servizio
Il servizio Sfa svolge la sua proposta educativa lungo un anno sociale che si apre con il 1°settembre e termina con il 31 luglio dell’anno solare successivo.
Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì per una media di 5 ore giornaliere e per 47 settimane all’anno. Le attività si svolgono prevalentemente in fascia mattutina e/o pomeridiana.
È possibile l’attivazione di un “modulo serale-notturno” in sostituzione o in aggiunta a quello diurno. Tale opportunità può essere realizzata a condizione che venga raggiunto un numero minimo di richieste da parte delle famiglie (almeno 4).
Festività e periodi di chiusura vengono comunicati alle famiglie tramite avviso scritto all’inizio dell’anno sociale, in occasione del quale viene anche consegnato il calendario con le attività di ciascun utente. Qualsiasi altra eventuale variazione al calendario viene comunicata tramite avviso scritto, almeno una settimana prima dalla data prevista.
Per il modulo formativo la presa in carico settimanale per utente va da un minimo di 15 ore fino ad un massimo di 20 ore settimanali (a meno che la famiglia non richieda in aggiunta, qualora sia possibile attivarlo, il modulo serale-notturno). Per il modulo di consolidamento la presa in carico varia da 10 fino a un massimo di 20 ore settimanali, mentre per il modulo di monitoraggio può variare considerevolmente a seconda dei casi, ma non supera le 10 ore settimanali. Il monte ore viene stabilito sulla base dei bisogni educativi individuati dall’equipe e delle esigenze portate dall’utente e/o dalla famiglia.
Comunicazione con la famiglia
Oltre ai colloqui inerenti il Progetto Educativo Individualizzato, in caso di richiesta da parte della famiglia, o di necessità individuata dall’equipe del servizio, è possibile organizzare ulteriori incontri tra educatori e famiglia. Tale possibilità è particolarmente utile nel caso di nuovi ingressi o di utenti in carico anche ad altri servizi.
Per comunicazioni di minore entità, compresi cambiamenti di orari e attività o chiusure non preventivate, si procede con avviso scritto consegnato all’utente con qualche giorno di anticipo o, nei casi più urgenti, con telefonata ai familiari.
C’è la possibilità di utilizzare un quaderno personalizzato per utente come tramite comunicativo tra educatori e famiglia.
Progettazione e gestione del percorso dell'utente
I progetti educativi individualizzati (PEI) vengono stesi al momento della presa in carico dell’utente nel servizio e vengono aggiornati annualmente dagli educatori per essere condivisi e sottoscritti dalla famiglia nei primi mesi di attività. Sono previste diverse procedure a seconda che l’utente sia già in carico presso il servizio, qualora si tratti di un nuovo ingresso, oppure nel caso in cui avvenga il passaggio da un modulo all’altro del servizio stesso.
Organizzazione interna
L’equipe educativa si incontra in media 2 volte al mese per aggiornarsi sul buon funzionamento del servizio, condividere informazioni sulle attività e il percorso degli utenti e affrontare le eventuali difficoltà connesse.
Gli educatori partecipano ad un incontro di supervisione a frequenza mensile, volto a monitorare e ottimizzare le dinamiche relazionali interne all’equipe e tra equipe educativa e utenti.
Ad ogni operatore (coordinatore e/o educatore) sono riconosciuti tempi di lavoro personale per programmazione attività, stesura PEI, valutazione degli stessi, colloqui con famiglia e utente.
Integrazione con i servizi presenti sul territorio
Nel caso altri servizi o figure professionali siano coinvolti nella gestione dell’utente, l’equipe prende contatti ed eventualmente organizza uno o più incontri per condividere/ coordinare gli interventi o raccogliere informazioni pertinenti (scuola, altri sevizi educativi, neuropsichiatra, ecc.).
A seguito della valutazione dell’equipe educativa possono essere attivati tirocini socializzanti e/o occupazionali. Attualmente si predilige l’attivazione di tirocinii e/o esperienze socializzanti sul territorio di radicamento del Servizio o di appartenenza dell’utente al fine di poter monitorare con maggiore tempestività ed efficacia i percorsi. Non si esclude a priori la collaborazione con soggetti e servizi del territorio milanese o dell’ hinterland al fine di costruire percorsi di autonomia o di avvio al lavoro di senso.
Continuativa è invece la collaborazione con la rete dei servizi alla persona del Comune di Milano ( NDD, Centro di Mediazione al Lavoro, Servizi alla Famiglia), dell’ASL e della Provincia di Milano (Ufficio provinciale del collocamento al lavoro).
Attività
Servizi di supporto: mensa e trasporto
Sono previsti 4 pranzi alla settimana, preparati e consegnati da un servizio di catering in convenzione. Il pasto comprende un primo, o un secondo, e un contorno di verdura corredati da una porzione di pane. Il momento del pranzo è considerato a tutti gli effetti un’attività educativa. La partecipazione o meno al pranzo è determinata dal calendario individuale delle attività di ogni utente. Non è previsto, in linea generale, un servizio che trasporti l’utente da casa propria allo SFA. Per raggiungere le sedi esterne delle attività, quando non è possibile farlo a piedi, ci si avvale dei mezzi pubblici o del pulmino dell’Associazione.
Figure professionali operanti nel Servizio
Ad oggi l’equipe è composta da:
Locali ed attrezzature
L’appartamento SFA di via Dalmazia dispone di: sala, cucina a vista, bagno, antibagno, 2 camere da letto e 2 balconi, per un totale di circa 60 MQ e 6 posti letto. La sala polivalente multimediale sottostante allo SFA (Aula Toti) dispone di diversi strumenti musicali, casse, mixer, microfoni, 1 proiettore per diapositive, 1 telecamera con relativi programmi di creazione dei filmati, materassini e materiale per attività di psicomotricità e/o benessere. È inoltre dotata di 6 postazioni computer, 2 stampanti e 1 scanner. La sede di via Zante comprende un salone per attività di gruppo (mq 120), una tisaneria e due bagni attrezzati.
Pulizia dei locali
La cura generale e il mantenimento dell’appartamento SFA, e della sede di via Zante, sono affidati a utenti ed educatori che, nel corso delle varie attività, si impegnano a utilizzare e a conservare al meglio gli spazi. In particolare, la pulizia delle stoviglie e il riordino del dopo pranzo, vengono effettuati dagli utenti con la supervisione degli educatori, e costituisce esso stesso parte dell’attività educativa. Una pulizia più approfondita dell’appartamento SFA e della sede di via Zante viene effettuata da personale specializzato due volte alla settimana. L’aula polivalente multimediale sottostante allo SFA (Aula Toti) viene pulita settimanalmente dagli educatori.
Procedure d'ingresso
La famiglia deve presentare domanda al Comune di residenza, nello specifico al Servizio Sociale preposto. Il Comune di Milano si avvale per la raccolta delle domande del Nucleo Distrettuale Disabili (NDD) con il supporto dell’Ufficio Coordinamento SFA il cui compito principale è di far incontrare la domanda con le risorse del territorio (Enti Gestori), tenendo conto della vicinanza territoriale e delle attività proposte da ogni Ente. Tale ufficio provvede a contattare il servizio SFA dell’Associazione che si impegna, entro massimo un 1 mese dall’incontro con la famiglia, ad inserire l’utente nel servizio per un periodo di osservazione. Successivamente il servizio SFA formalizzerà per iscritto la data dell’avvenuta ammissione e consegnerà all’utente, alla famiglia ed all’Ufficio di Coordinamento il programma settimanale con indicati orari ed attività . Il progetto educativo individualizzato dove sono individuati obiettivi, modalità, tempi ed impegnativa oraria, viene poi costruito in un secondo tempo e condiviso con utente e famiglia. L’attività educativa relativa ad ogni progetto attivo è verificata dal Comune attraverso incontri periodici e attraverso due relazioni scritte da presentare sia all’inizio sia al termine dell’anno formativo nella quali sono presenti nella prima la progettazione e nella seconda la sintesi dei risultati ottenuti.
PARTE QUARTA
Verifica della qualità e tutela dell’utenza
L’Associazione si impegna a mantenere nel tempo una verifica della qualità dell’organizzazione a tutela dell’utenza mediante l’utilizzo di alcuni strumenti quali: