Centro Socio Educativo
"Il Mappamondo"
La carta dei servizi

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Associazione
"La Nostra Comunità"
CARTA DEI SERVIZI
CENTRO SOCIO EDUCATIVO
“Il Mappamondo”

anno 2012

PARTE PRIMA

Presentazione della Carta
La Carta dei Servizi è un documento utile per conoscere la nostra Associazione e i servizi che offriamo. Nello specifico la Carta è stata elaborata con l’obiettivo di presentare uno strumento di facile consultazione per tutti coloro che a vario titolo sono interessati alle nostre attività (utenti, famiglie, volontari, Pubblica Amministrazione, ecc.) e per dichiarare il nostro impegno nel garantire qualità, trasparenza e collaborazione.

Presentazione dell’Associazione
L’Associazione si è costituita nel 1981, a conclusione dell’anno internazionale dell’handicappato, per iniziativa di persone che hanno inteso rispondere alla domanda espressa da alcuni familiari di persone con disabilità ,che desideravano trovare sul loro territorio un contesto occupazionale e di socializzazione per i propri cari. Nel 1983, in seguito ad un’indagine sul territorio mirata alla conoscenza dei bisogni e delle risorse svolta in collaborazione con la Caritas Ambrosiana sono stati accolti con continuità i primi utenti in laboratori manuali ed espressivi gestiti da volontari. Dal 1986 l’Associazione avendo trovato in via Zante, 36 una sede idonea, un’ ex scuola materna offerta dal Settore Demanio in comodato gratuito, ha potuto sviluppare alcuni servizi ed accogliere un numero maggiore di persone con disabilità. L’Associazione oggi è un’organizzazione di volontariato, ONLUS di diritto, dal 1994 iscritta regolarmente al Registro Regionale del Volontariato. Non ha scopo di lucro e la sua attività è svolta prevalentemente per finalità di solidarietà sociale nel campo dell’assistenza senza alcuna discriminazione ideologica, culturale e religiosa. L’azione educativa e formativa, nonché l’attività occupazionale, è svolta tramite le prestazioni offerte da personale qualificato e dal supporto di operatori volontari formati. L’Associazione si avvale inoltre di consulenti e di servizi esterni . Attualmente questa realtà è diventata uno dei punti di riferimento per persone con disabilità e per le famiglie che risiedono sia nella zona 4 del decentramento milanese, in particolare nei quartieri Forlanini, Taliedo e Monluè, sia nelle zone limitrofe. L’Associazione collabora fattivamente con le Istituzioni Pubbliche, con la Chiesa Locale e con tutte le realtà del Privato Sociale dove è radicata, senza trascurare il lavoro di rete con i servizi sociali e socio-sanitari del suo territorio e di Milano.

Finalità (art. 2 dello Statuto)
L’Associazione ha per scopo di contribuire, sulla base delle iniziative, attività e prestazioni volontarie dei soci, alla promozione dell’uomo con particolare riferimento alla soluzione dei problemi dell’inserimento sociale e professionale dei portatori di handicap residenti preferibilmente nella Zona 4 (ex zona 13) del decentramento della città di Milano, come risposta ai bisogni nel proprio territorio, allo studio, alla riabilitazione ed all’integrazione sociale e lavorativa. In particolare l’Associazione intende:

  • promuovere lo sviluppo delle potenzialità del portatore di handicap con l’obiettivo di consentire la sua più consona espressione in rapporto alle possibilità individuali;
  • consentire in vista di un inserimento in strutture produttive, l’estrinsecazione delle capacità individuali in attività che servano alla conservazione ed al miglioramento delle capacità stesse;
  • svolgere, anche in concorso con le strutture pubbliche e private, una continua azione per la migliore soluzione dei problemi familiari,sociali,esistenziali e professionali dei portatori di handicap;
  • operare anche attraverso cooperative sociali;
  • svolgere attività di sensibilizzazione della comunità locale e in particolare tramite iniziative culturali,corsi di formazione e di preparazione del volontariato.

Valori Guida
Centralità e promozione della persona disabile
“mettere al centro la persona disabile” significa avere a cuore la persona stessa, condividerne i bisogni, i desideri,le aspettative ed i progetti. “Promuovere la persona disabile” significa riconoscerle dei sogni ,delle capacità,dei limiti e partendo da essi impegnarsi a costruire insieme un progetto di vita di senso e di qualità”.

Prossimità
L’Associazione sceglie di offrire e di operare il proprio servizio formativo ed educativo su uno specifico territorio per vivere un senso di appartenenza alla comunità locale e per testimoniare e proporre “prossimità e vicinanza” proprio ad una fascia di cittadini più fragili e deboli di quella comunità. “dare voce a chi non ha voce”.

Professionalità
Ogni persona che opera in Associazione agisce con serietà e preparazione. L'intervento educativo infatti presuppone un agire professionale a tutela della persona disabile e della sua famiglia. L’Associazione si propone di offrire percorsi formativi e di aggiornamento ai propri operatori (volontari e collaboratori) al fine di garantire la qualità dell’intervento.

Collaborazione
“fare con” al fine di promuovere il benessere della persona disabile e della famiglia è necessario che tutti gli attori del processo educativo (compresi il soggetto e la famiglia) siano in sinergia ed operino ottimizzando risorse e competenze.

Sensibilizzazione e costruzione civile
Favorire e sviluppare le relazioni tra soggetti con esperienze e responsabilità differenti (volontari,operatori,cittadini,istituzioni) per valorizzare la comunità locale nelle sue potenzialità solidaristiche e nelle sue risorse e per favorire la costruzione di un tessuto sociale partecipato e corresponsabile.

PARTE SECONDA
Centro SOCIO EDUCATIVO " Il Mappamondo"

Che cos’è?
Il Mappamondo è un servizio educativo , riconosciuto dalla Regione Lombardia, che ha come finalità generale la promozione di interventi educativi e di animazione che favoriscano nella persona presa in carico il raggiungimento di un’autonomia personale e sociale globale, un rinforzo delle capacità cognitive, relazionali, sociali, un’acquisizione ove possibile di una mentalità lavorativa.
E’ un servizio caratterizzato da percorsi educativi personalizzati ed attività finalizzate a promuovere il benessere psico-fisico del soggetto, a sostenere percorsi di socializzazione e di inclusione nel proprio contesto di vita .
Al centro di ogni intervento viene posto il PROGETTO DI VITA di ogni persona accolta.

A chi è rivolto?
Il Mappamondo è rivolto a persone con disabilità multipla. In particolare il Centro intende prendere in carico : minori dai 10 ai 16 anni al fine di integrare il percorso scolastico e formativo in atto giovani ed adulti ( dai 16 ai 50 anni) che privi di un contesto formativo, relazionale e sociale di riferimento rischiano di rimanere senza reti di sostegno o a carico prevalentemente delle famiglie.
Non possono essere presi in carico soggetti caratterizzati da aggressività strutturale auto ed etero diretta così come soggetti con prevalenza di patologie psichiatriche o dipendenza da sostanze.

Che cosa offre?
Il Centro Socio Educativo, basandosi su percorsi educativi individualizzati, risponde a requisiti di flessibilità che consentano ad ogni persona accolta di raggiungere il maggior grado di autonomia, di benessere psico-fisico e di inclusione sociale. Il servizio prevede la partecipazione attiva della persona accolta, anche se minore, e il coinvolgimento della famiglia nelle scelte educative stabilite nel progetto individualizzato.
Il Mappamondo prevede moduli di intervento con caratteristiche di presa in carico, intensità educativa e tempi di realizzazione differenti in relazione ai bisogni, all’età , al profilo diagnostico e funzionale, agli obiettivi individuati e condivisi.

Aree di intervento del Servizio

- Area Autonomie
Comprende attività finalizzate all’acquisizione di autonomie di tipo operativo quali:
essere in grado di spostarsi da soli sul territorio, effettuare acquisti, avere cura dei propri effetti personali e della propria persona, tenere in ordine e saper organizzare i propri spazi e i propri materiali, saper svolgere le principali mansioni domestiche,
sapersi adeguare a tempi limitati e determinati dal gruppo.
- Area Emotivo-Relazionale
Comprende attività che mirano a supportare, mediante attività motorie, espressive, ricreative e spazi di riflessione guidati, il processo di crescita e di maturazione affettiva e psicologica del soggetto in relazione alla sfera emotiva e alla capacità di adattamento nei diversi contesti di vita.
- Area Occupazionale
Il lavoro educativo relativo a quest’ambito viene promosso attraverso attività centrate sul “fare”. I diversi laboratori manuali ed espressivi sviluppano le abilità operative, le capacità cognitive, le attitudini di ogni soggetto con il fine ultimo di valutare possibilità e potenzialità correlate all’acquisizione di una mentalità
lavorativa.

Metodologia di lavoro

- L'UTENTE
Segnalazione ed invio

La segnalazione e l’invio di un candidato al servizio CSE residente nella città di
Milano avviene prevalentemente dai Servizi Sociali di base presenti nel decentramento cittadino , denominati Nuclei Distrettuali Disabili (NDD), in stretto raccordo con l’Ufficio Servizi Accreditati del Comune di Milano.
Le segnalazioni possono pervenire anche da altri servizi che appartengono alla Scuola o alla Formazione Professionale o alla Mediazione al Lavoro, servizi all’interno dei quali il soggetto disabile ha svolto un percorso; in ogni caso la richiesta di inserimento deve essere valutata e convalidata dall’Ufficio del Comune di Milano.
La famiglia può direttamente richiedere un inserimento in qualità di solvente, ma
l’orientamento prioritario dell’Associazione è di accompagnare la famiglia in una presa in carico del figlio o del familiare tramite una domanda inoltrata al Nucleo Distrettuale Disabili della zona di residenza.
Nel caso in cui il candidato risiedesse in altro Comune rimane valido l’iter di
richiesta tramite il Servizio Sociale di base di residenza.
Valutazione d'ingresso (in caso di nuovi inserimenti)
Al momento della presa in carico di un nuovo soggetto, il coordinatore e lo psicologo del servizio incontrano la persona che ha presentato la richiesta di
accoglimento; se richiesto o necessario il colloquio è alla presenza dei genitori, dei
familiari o degli amministratori di sostegno . Se minore il colloquio è sempre alla presenza dei genitori e/o tutori . Nel primo colloquio vengono raccolte le informazioni utili per conoscere il soggetto e la sua rete familiare e sociale oltre ad acquisire i dati inerenti al percorso pregresso del nuovo utente.
Successivamente il Coordinatore comunica la modalità di presa in carico
provvisoria; durante questo primo periodo di inserimento nelle attività, il soggetto viene osservato dall’equipe affinché si giunga alla stesura di una valutazione di ingresso che verte sulle principali aree di funzionamento (area socio-relazionale, autonomie, occupazionale). Nel caso in cui tale valutazione identifichi una compatibilità con il servizio, l’utente viene preso in carico con una modalità definitiva che comprende tempi e programmazione settimanale delle attività. In caso di non idoneità l’equipe stende una relazione motivante la non accoglienza e la invia al Servizio Sociale di appartenenza , che si prenderà in carico l’utente e la famiglia per un nuovo orientamento.
Progetto Educativo Individuale (PEI)
Al momento della presa in carico definitiva l’équipe educativa identifica le esigenze formative presentate da ogni utente; questa definizione costituisce la fase preliminare alla costruzione del Progetto Educativo Individualizzato (PEI), nel quale vengono stabiliti gli interventi da realizzare. L’individuazione delle attività in cui inserire l’utente avviene quindi in considerazione della specifica situazione dell’individuo. Gli obbiettivi previsti dal PEI vengono condivisi con il soggetto, anche se minore, e la famiglia .Il progetto viene poi monitorato in itinere e verificato nei
tempi necessari; generalmente dopo la presentazione e la condivisione del progetto personalizzato sono previsti nell’arco dell’anno un incontro di verifica intermedia ed un incontro di verifica finale
Al bisogno o su specifica richiesta sono possibili altri momenti di confronto.
Dimissione
La dimissione dal servizio CSE viene condivisa tra utente,famiglia , equipe e Servizio Sociale a seguito di una valutazione del percorso e del progetto educativo individualizzato.

LA FAMIGLIA
Il coinvolgimento della famiglia gioca un ruolo cruciale nel determinare una buona
riuscita del percorso; elementi essenziali sono infatti la coerenza e la sinergia tra gli interventi, dentro e fuori il contesto familiare. Il coordinatore terrà un filo diretto con la famiglia, dando disponibilità attraverso colloqui (su richiesta) e convocando di persona o telefonicamente.
La famiglia ogni qualvolta si verifichino episodi significativi nel percorso del figlio o nel caso in cui egli stia attraversando periodi particolarmente critici o importanti può richiedere un momento di confronto.
Sono inoltre previsti, su richiesta dell’equipe o dei familiari stessi, colloqui con
figure specialistiche (ass. sociale, psicologa) a sostegno e cura del ruolo educativo
genitoriale o semplicemente per offrire una consulenza specifica sui diritti del
proprio figlio con disabilità.

Gli interventi educativi
I percorsi vengono progettati tenendo all’attenzione le caratteristiche specifiche
presenti in ciascun soggetto. Ogni attività prevede la stesura di una programmazione a inizio anno che tenga conto del gruppo di partecipanti, sulla base del quale vengono formulati gli obbiettivi, le modalità d’intervento e la strutturazione dell’attività stessa; è previsto altresì un momento di verifica finale, atta a comprendere potenzialità, criticità e possibili ottimizzazioni per il futuro.
In particolare, i percorsi possono essere realizzati attraverso attività in forma di:
laboratorio, intervento individualizzato, lavori di gruppo e tirocini socializzanti.

LABORATORI: La caratteristica dei laboratori è quella di proporre differenti attività manuali, espressive, socializzanti o di intraprendere percorsi di apprendimento costituendo un gruppo di persone (da 3 a 6 a seconda della finalità) che presenta al suo interno bisogni educativi affini; la scelta di inserire un utente in laboratorio è determinata, oltre che dalle esigenze formative simili ai compagni, dal beneficio stesso derivante dal contesto gruppale.

TIROCINI: Possono essere attivati tirocini socializzanti o di tipo socio-occupazionale presso strutture idonee del territorio . Laddove si ritenga utile, l’utente tirocinante può essere inizialmente affiancato dal coordinatore o da un educatore di riferimento e monitorato durante la fase di inserimento, che può variare da qualche giorno a diverse settimane a seconda dei casi.

INTERVENTI INDIVIDUALIZZATI: Gli obbiettivi educativi vengono perseguiti anche attraverso momenti d’ascolto privilegiati tra educatore e utente o contesti di apprendimento personalizzato ; lo scopo è quello di far sì che il soggetto possa essere rinforzato nelle sue capacità e motivato all’apprendimento mediante un intervento specifico.

SPORTELLO D’ASCOLTO: i soggetti inseriti nel servizio e i loro genitori e familiari hanno la possibilità di rivolgersi, in giorni e orari definiti, allo psicologo del servizio per chiedere supporto o sostegno nel portare avanti il percorso educativo

TEMPO LIBERO: agli utenti inseriti nel Servizio vengono proposte attività di tempo libero promosse sia dal Centro di Aggregazione “Akuna Matata” dell’Associazione, sia da altre agenzie presenti nel territorio di appartenenza .
Gli educatori curano , ove sia necessario, l’inserimento e il passaggio di informazioni utili alla conoscenza degli utenti.
Rimane di competenza dello staff educativo proporre altre iniziative presenti sul territorio milanese e finalizzate ad integrare le attività presente nel progetto educativo individualizzato

Quanto costa?
Le famiglie residenti nel Comune di Milano se inserite dall’Ufficio Servizi Accreditati versano, come da contratto, un contributo pari a 60 euro mensili. Oltre a questo è a carico delle famiglie il costo dei pasti consumati pari a 7 euro a pasto.
Le famiglie solventi corrispondono una quota mensile in relazione alle ore di presa in carico, alla tipologia delle attività scelte, al rapporto operatore /utente. La quota di compartecipazione alla spesa ha un costo base mensile di euro 350,00 per un minimo di 15 ore di inserimento. E’ sempre a carico della famiglia la quota pasti pari a 7 euro.
Il Consiglio Direttivo dell’Associazione può valutare variazioni nella compartecipazione alla spesa da parte della famiglia, ove siano presenti eccezionali condizioni sociali e di disagio.
Le famiglie che risiedono in altri Comuni e inserite dai servizi sociali corrispondono una quota stabilità dal contratto del proprio Comune di residenza ( spesso valutata con l’indicatore ISEE).

Dove si trova?
La sede operativa del servizio è situata in Via Monte Velino, 17 all’interno di un
condominio.
Per le attività di gruppo e/o di apprendimento individualizzato sono utilizzati gli spazi interni e multidisciplinari della sede.
Per l’accoglienza delle persone in carico e per la consumazione del pasto, quando previsto dal progetto individualizzato, si utilizza sia la sede operativa, sia strutture esterne (bar, pizzerie).
Si privilegia l’utilizzo di spazi messi a disposizione da risorse del territorio (cooperative, oratori, strutture sportive…..) per le attività di tirocinio socializzante.

PARTE TERZA

Standard di qualità del Servizio

Calendario ed orario di apertura del Servizio
Il servizio CSE svolge la sua proposta educativa lungo un anno sociale che si apre con
il 1°settembre e termina con il 31 luglio dell’anno solare successivo.
Il servizio è aperto dal lunedì al venerdì per una media di 7 ore giornaliere e per 47
settimane all’anno. Le attività si svolgono prevalentemente in fascia mattutina e/o pomeridiana.
Festività e periodi di chiusura vengono comunicati alle famiglie tramite avviso scritto all’inizio dell’anno sociale, in occasione del quale viene anche consegnato il calendario con le attività di ciascun utente. Qualsiasi altra eventuale variazione al calendario viene comunicata tramite avviso scritto, almeno una settimana prima dalla data previst

Comunicazione con la famiglia
Oltre ai colloqui inerenti il Progetto Educativo Individualizzato, in caso di richiesta da parte della famiglia, o di necessità individuata dall’equipe del servizio, è possibile organizzare ulteriori incontri tra educatori e famiglia. Tale possibilità è particolarmente utile nel caso di nuovi ingressi o di utenti in carico anche ad altri servizi.
Per comunicazioni di minore entità, compresi cambiamenti di orari e attività o chiusure non preventivate, si procede con avviso scritto consegnato all’utente con qualche giorno di anticipo o, nei casi più urgenti, con telefonata ai familiari.
C’è la possibilità di utilizzare un quaderno personalizzato per utente come tramite comunicativo tra educatori e famiglia.

Doveri della Famiglia
Alla famiglia è richiesto di condividere il percorso educativo del proprio figlio attraverso:

  • la condivisione e la sottoscrizione del PEI
  • la partecipazione agli incontri con le figure educative
  • la partecipazione alle riunioni indette dal Comitato di Partecipazione Sociale del Servizio

Si ritiene importante che la famiglia, nel rispetto del lavoro svolto dalla equipe educativa e dai servizi dell’Associazione ( segreteria, amministrazione, Consiglio Direttivo) , si attenga al regolamento generale dell’Associazione, comunichi per tempo eventuali ritardi o assenze del proprio figlio , partecipi alle proposte di formazione e di vita associativa proposte durante l’anno.

Progettazione e gestione del percorso dell'utente
I progetti educativi individualizzati (PEI) vengono stesi al momento della presa in carico dell’utente nel servizio e vengono aggiornati annualmente dagli educatori per essere condivisi e sottoscritti dalla famiglia nei primi mesi di attività. Sono previste diverse procedure a seconda che l’utente sia già in carico presso il servizio, qualora si tratti di un nuovo ingresso, oppure nel caso di minore.
Nuovo inserimento:
È previsto un periodo di osservazione da parte dell’equipe, avente durata da 3
settimane minimo fino a un massimo di 2 mesi. Tale osservazione viene fatta nel
contesto delle attività e per un minimo di 6 ore settimanali. Al termine del periodo di osservazione è prevista una condivisione e una discussione in equipe di quanto raccolto e, entro 3 mesi massimo dall’inizio dell’osservazione, viene prodotta una relazione da parte del coordinatore del servizio o di un educatore.
In caso di presa in carico, entro 2 mesi al massimo, vengono discussi e stabiliti in equipe gli obbiettivi educativi per l’utente e viene steso il Progetto Educativo Individualizzato (PEI) da parte del coordinatore o di un educatore, referente del caso.
Nell’arco delle 4 settimane successive alla definizione del Pei viene fatto un colloquio per condividere con la famiglia quanto osservato, nonché gli obbiettivi e le modalità identificate dall’equipe e indicate nel Pei. A seguito di tale confronto, qualora se ne rivelasse la necessità, è possibile apportare delle modifiche al Pei stesso.
Qualora l’equipe individui un’incongruità con il profilo adatto al servizio, l’utente non viene preso in carico. Viene comunque stilata una relazione al termine del periodo di osservazione (Valutazione d’Ingresso) che motiva le ragioni della dimissione e rinvia ai servizi sociali, previo colloquio di restituzione con i familiari.
Utente già in carico presso il servizio:
Dopo la riapertura dell’anno sociale viene effettuata un’osservazione di 1 mese al massimo, dopo il quale avviene una condivisione in equipe di quanto emerso e si procede alla definizione degli obbiettivi specifici per ogni area di intervento, a partire dalla verifica degli obbiettivi contenuti nel Pei del precedente anno sociale. Entro fine novembre vengono scritti i nuovi obbiettivi del Pei da parte del coordinatore o di un educatore referente.
Entro fine dicembre viene fissato un colloquio con la famiglia per condividere il progetto educativo e, su richiesta, può essere rilasciata una copia del Pei stesso.
Fase di monitoraggio: l’equipe si ritrova periodicamente (un media da 1 a 2 volte al
mese) per monitorare lo svolgimento del programma educativo dei singoli utenti e
per ricalibrare gli obbiettivi in caso di necessità.
Verifica: nel mese di giugno l’equipe si incontra per verificare ogni singolo Pei e
viene successivamente stesa, da parte della figura referente per quell’utente, una relazione finale che viene presentata alla famiglia mediante colloquio entro metà luglio.
Passaggio ad altro servizio:
Il passaggio ad altro servizio può avvenire:
• su richiesta spontanea della persona presa in carico e/o della famiglia
• a seguito di una valutazione da parte dell’equipe educativa nella quale venga rilevata l’opportunità di tale passaggio (per raggiungimento degli obbiettivi educativi o altre condizioni specifiche relative alla situazione dell’utente).
La dimissione dal Servizio può essere proposta dall’equipe, ove siano stati raggiunti gli obiettivi del progetto e/o dove sia stata valutata la non idoneità alla permanenza nel servizio.
In entrambe le condizioni lo staff educativo, supportato dal servizio sociale dell’Associazione, prevede un accompagnamento ed un orientamento dell’utente e della famiglia nelle rete dei servizi presenti sul territorio milanese o hinterland.
La dimissione, come anticipato, può essere richiesta spontaneamente sia dall’utente sia dalla famiglia previa comunicazione preventiva scritta all’equipe ed al Coordinamento Servizi accreditati del Comune di Milano, se residente, o al Servizio Sociale di base del proprio Comune di residenza

Organizzazione Interna
L’equipe educativa si incontra in media 2 volte al mese per aggiornarsi sul buon
funzionamento del servizio, condividere informazioni sulle attività e il percorso degli utenti e affrontare le eventuali difficoltà connesse.
Gli educatori partecipano ad un incontro di supervisione a frequenza mensile, volto a monitorare e ottimizzare le dinamiche relazionali interne all’equipe e tra equipe educativa e utenti.
Ad ogni operatore (coordinatore e/o educatore) sono riconosciuti tempi di lavoro personale per programmazione attività, stesura PEI, valutazione degli stessi, colloqui con famiglia e utente.

Integrazione con i servizi presenti sul territorio
Nel caso altri servizi o figure professionali siano coinvolti nella gestione dell’utente, l’equipe prende contatti ed eventualmente organizza uno o più incontri per condividere/ coordinare gli interventi o raccogliere informazioni pertinenti (scuola, altri sevizi
educativi, neuropsichiatra, ecc.).
A seguito della valutazione dell’equipe educativa possono essere attivati tirocini
socializzanti e/o occupazionali. Attualmente si predilige l’attivazione di tirocinii e/o esperienze socializzanti sul territorio di radicamento del Servizio o di appartenenza dell’utente al fine di poter monitorare con maggiore tempestività ed efficacia i percorsi.
Non si esclude a priori la collaborazione con soggetti e servizi del territorio milanese o dell’ hinterland al fine di costruire percorsi di autonomia o di avvio al lavoro di senso.
Continuativa è invece la collaborazione con la rete dei servizi alla persona del Comune di Milano ( NDD, Centro di Mediazione al Lavoro, Servizi alla Famiglia), dell’ASL e della Provincia di Milano (Ufficio provinciale del collocamento al lavoro).

Attività
STRUTTURA
In generale tutte le attività educative vengono svolte in gruppo (al massimo 5 utenti)
con un rapporto educativo che può andare da un minimo di 1:2 fino a un massimo di
1:5.
L’articolazione degli orari e delle attività viene definita nel corso delle prime due
settimane di settembre, tenendo presente le verifiche di attività dell’anno precedente e le caratteristiche degli utenti in carico all’inizio del nuovo anno sociale. La strutturazione del calendario viene fatta compatibilmente con le esigenze organizzative interne e con i vincoli strutturali e di risorse presenti all’interno del servizio.
Le attività mattutine hanno una durata di 3 ore, quelle pomeridiane di 2 ore; esse
prevedono un momento di accoglienza, al massimo di 20 minuti, e una possibile pausa intermedia di 15-20 minuti.
Ogni attività ha una cadenza settimanale fissata nel medesimo giorno secondo il calendario stabilito all’inizio di ogni anno sociale. Per alcune attività può essere prevista una struttura a moduli, se ritenuta più funzionale ed efficace in riferimento agli obbiettivi.

LUOGHI
Le attività sono svolte prevalentemente sia nei differenti spazi della sede operativa a seconda delle esigenze specifiche e delle attrezzature richieste sia sul territorio.
In particolare:
• le attività di tipo motorio (piscina e palestra) si avvalgono di impianti sportivi
presenti sul territorio adiacente;
• alcune attività occupazionali o i tirocini socializzanti possono essere svolti presso la Cooperativa Sociale Lo Specchio (via Marco Bruto 34 Milano) con cui da anni l’Associazione collabora in percorsi di inclusione sociale e lavorativa di soggetti con disabilità. Eventuali nuovi tirocini potranno essere attivati presso altre strutture idonee sul territorio, su indicazione del coordinatore del servizio e qualora ve ne siano le condizioni;.
L’inserimento dei singoli utenti nelle varie attività viene valutato dall’equipe e condiviso con la famiglia. Il calendario delle attività viene consegnato all’inizio dell’anno sociale.
Coerentemente con il principio di flessibilità, finalizzato a creare quanto più possibile un percorso ad hoc sull’utente, sono possibili cambiamenti di attività in itinere, qualora vengano ritenuti utili dall’equipe educativa e previa comunicazione alla famiglia.

Servizi di supporto: mensa e trasporto
La consumazione del pasto è svolta prevalentemente all’interno della sede operativa mediante l’utilizzo di un servizio di catering in convenzione; non si esclude la possibilità di utilizzare le strutture di ristorazione presenti sul territorio . Il pasto comprende un primo, un secondo, e un contorno di verdura .
In caso di particolare attenzioni sull’alimentazione la famiglia è tenuta a comunicare eventuali necessità con il supporto di un certificato che attesti eventuali allergie o diete specifiche. La partecipazione al pranzo è determinata dal calendario individuale delle attività di ogni soggetto in carico Su richiesta è possibile utilizzare il servizio trasporto messo a disposizione del Centro tramite proprio mezzo allestito ( pulmino).
E’ cura del servizio sociale dell’Associazione fornire alle famiglie le informazioni utili alla richiesta del contributo trasporto erogato dal Comune di Milano.

Figure professionali operanti nel Servizio
Ad oggi l’equipe è composta da:
• un coordinatore, avente anche funzione di educatore, con formazione specifica ed esperienza in servizi per disabili. Il coordinatore è presente sull’utenza da un minimo di 15 fino a un massimo di 20 ore settimanali.
• educatori professionali con titolo specifico e/o almeno 2 anni di esperienza all’interno di servizi per disabili. Ogni educatore è presente in media 20 ore settimanali ed il numero varia in relazione ai progetti educativi attivi.
• uno psicologo supervisore L’eventuale coinvolgimento di altre e/o diverse figure professionali (specialisti in arti espressive, maestri d’arte, psicomotricisti, educatori motori ) viene stabilito ogni anno in relazione alla programmazione generale del servizio.

Locali ed attrezzature
Il Centro ha rispettato la normativa vigente nella distribuzione degli spazi che tengono conto della potenziale capacità ricettiva.
In particolare sono state curati sia l’arredamento sia la distribuzione delle differenti attrezzature con lo scopo di rendere gli spazi polifunzionali.

Pulizia dei locali
La pulizia del Centro è affidata ad un’impresa di pulizie con la quale si è stipulato regolare contratto.
Agli educatori ed agli utenti viene lasciato il riordino degli spazi di attività come contesto di attività educativa e di rispettosa convivenza.

Procedure d'ingresso
La famiglia deve presentare domanda al Comune di residenza, nello specifico al Servizio Sociale preposto. Il Comune di Milano si avvale per la raccolta delle domande del Nucleo Distrettuale Disabili (NDD) con il supporto dell’Ufficio Servizi Accreditati il cui compito principale è raccogliere le domande, di stilare una lista di attesa e di far incontrare la domanda con le risorse del territorio (Enti Gestori), tenendo conto della vicinanza territoriale e delle attività proposte da ogni Ente.
Tale ufficio provvede a contattare il servizio CSE dell’Associazione che si impegna, entro massimo un 1 mese dall’incontro con la famiglia, ad inserire l’utente nel servizio per un periodo di osservazione.
Successivamente il servizio formalizzerà per iscritto la data dell’avvenuta ammissione e consegnerà all’utente, alla famiglia ed all’Ufficio del Comune il programma settimanale con indicati orari ed attività .
Il progetto educativo individualizzato dove sono individuati obiettivi, modalità, tempi ed impegnativa oraria, viene poi costruito in un secondo tempo e condiviso con utente e famiglia.
L’attività educativa relativa ad ogni progetto attivo è verificata dal Comune attraverso incontri periodici e attraverso due relazioni scritte da presentare sia all’inizio sia al termine dell’anno formativo nella quali sono presenti nella prima la progettazione e nella seconda la sintesi dei risultati ottenuti.

PARTE QUARTA

Verifica della qualità e tutela dell’utenza
L’Associazione si impegna a mantenere nel tempo una verifica della qualità dell’organizzazione a tutela dell’utenza mediante l’utilizzo di alcuni strumenti quali:

  • colloqui con gli utenti;
  • colloqui con le famiglie;
  • colloqui di valutazione per operatori e volontari;
  • incontri periodici di verifica con i servizi invianti
  • somministrazione di questionari , che rilevino il grado di soddisfazione degli interventi e l’efficacia e l’efficienza del servizio nella sua globalità.

Nello specifico il Consiglio Direttivo raccoglie gli esiti delle diverse rilevazioni che saranno resi noti non solo agli utenti ed alle famiglie ma anche agli staff tecnici ed organizzativi di ogni singola unità di offerta al fine di migliorare i servizi per l’ anno successivo. L’Associazione si impegna inoltre a compilare, quando richiesto dall’Amministrazione Comunale o dal Registro del Volontariato Provinciale, report o relazioni scritte inerenti la progettazione del servizio e i risultati raggiunti.

Milano, 09 gennaio 2012